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Abbiamo un sogno
di: Redazione Parmaincomune

“

Noi abbiamo un sogno... un sogno per Parma.

Costruiamo insieme la città che vogliamo.

Invitiamo tutti coloro che condividono questo sogno a collaborare con noi.
Apriamo questo spazio per accogliere le vostre proposte.


  1. Leggi le nostre "idee per il programma"
  2. Scrivi il tuo contributo inserendo un commento in fondo a questa pagina


Created by mariaricciardig
Last modified 2007-03-25 12:11



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Prevedere spazi per i giovani

Posted by Gianni at 2006-12-26 10:09
Questa città deve dare risposte ai giovani nel senso di dare sfogo ai loro bisogni di aggregazione, di incontro ma anche alla necessità di ascoltare i giovani per progettare insieme la loro città.

RIATTIVARE LA PARTECIPAZIONE ALLA CITTA’

Posted by cinziaferraroni at 2007-01-05 19:05

Ritengo necessario che Parma ritrovi quel senso di comunione e solidarietà tra la gente che tanto aiuto può dare per gestire le situazioni di
disagio sociale che la nostra città oggi registra.
A questo scopo propongo di
incentivare i luoghi di ritrovo, le piazze, i circoli e gli spazi ricreativi. Le persone sole sono vulnerabili ed hanno paura.
Creare in ogni quartiere, recuperando spazi inutilizzati, luoghi dove fare musica, spettacoli, mostre organizzate da cittadini fruibili da tutti per
dare valore alle persone. La nuova amministrazione comunale dovrà prevedere un importante lavoro interattivo con le scuole per insegnare ai
nostri figli il rispetto e la conoscenza dell'ambiente.
Utilizzare le persone ancora abili anche se pensionate, e i giovani che vogliano fare volontariato attivo, per monitorare le situazioni di disagio e creare così una rete di solidarietà della cittadinanza, che debitamente motivata può essere di supporto alle amministrazioni nel loro lavoro.
Ideare scuole dell’artigianato e dei vecchi mestieri, scuole di musica e delle arti e corsi per anziani sulle nuove tecnologie.
Rafforzare le strutture politiche decentrate che non siano delegittimate dalla politica centrale ma valorizzate nelle loro proposte e nei loro
pareri.
E'necessario introdurre meccanismi di democrazia partecipativa realizzando la partecipazione pubblica con assemblee territoriali per fare di
Parma la città delle persone, la città di tutti.

Più spazi per la cultura

Posted by antonioboschi at 2007-01-06 23:16
Parma città d’arte. E gli artisti dove sono? Dove sono le giovani promesse?
Ci sono ma non si vedono. Aspettano, tra delusione e rassegnazione, di potersene andare da questa città, dove l’unica opportunità per sentirsi qualcuno è l’eleganza firmata, l’automobile di lusso, l’allegria finta delle feste pacchiane, il sabato in discoteca, l’esibizione del consumo. Sono tanti, alla ricerca di un posto tutto per loro dove potersi confrontare, esprimersi e creare le cose che sanno fare, manifestare la propria arte. Pittura, scultura, musica, danza, poesia, teatro: identità culturale.
Sono tanti, siamo in tanti a pensare che a Parma si può mettere in comune la cultura dell’arte. Basta valorizzare gli spazi, i luoghi, i posti che ci sono già. Monumenti del passato da usare nel presente, e non da distruggere in nome del futuro.
Ospedale Vecchio, area ex Bormioli sono solo due dei luoghi che perfettamente potrebbero accogliere quello che dovrebbe essere un fiore all’occhiello di una città. Spazi organizzati e gestiti dal Comune dove l’arte, in tutte le sue forme espressive, può nascere, crescere e diffondersi in un progetto completo e gratuitamente, perché l’arte non deve aver prezzo.
Spazi non d’elite ma dove chiunque può accedere, perché non dimentichiamo l’importanza che l’arte può avere nel fondamentale percorso di interscambio e integrazione multi etnica tra le varie realtà residenti nel territorio.
Un investimento forse inizialmente non remunerativo ma, certamente, importantissimo per la crescita sociale della città.

VALORIZZARE I GIOVANI DI PARMA E PUNTARE SULLA CULTURA!

Posted by amallozzi at 2007-01-20 17:39
Mi volevo riallacciare alla grandiosa idea del Sindaco: importare giovani eccellenze da fuori città.
Non vi suona strano?
Cioè una città universitaria non è in grado di valorizzare le giovani eccellenze che già sono in città e vorrebbe addirittura importarle?
Forse c'è un motivo, il motivo è che chi studia a Parma è forse incentivato a rimanere nella nostra città?
E da chi dovrebbe essere composta la città da 500mila abitanti sognata dall'attuale sindaco?
Ci ha fatto sapere che i muratori non ci servono, ma se i giovani non rimangono, da chi è composta questa moltitudine???

Forse dai migranti cinesi che con borse piene di soldi si stanno mangiando piano piano tutti gli esercizi commerciali del Centro Storico trasformandolo in una specie di ghetto che sarà guardato a vista dalle nuove mirabolanti telecamere quando la Polizia non ha nemmeno una volante per controllare il territorio?

Io spero che questa Lista Civica, fatte da persone che vogliono dire BASTA con la VECCHIA POLITICA, riesca a fare quello che nessuno a Parma ha mai fatto realmente.

RIPORTARE LA PARTECIPAZIONE, LA VOGLIA DI PARTECIPARE IN CITTA'!

Se un territorio vuole investire sul presente per costruire il futuro, non può fare a meno della sua principale risorsa, i GIOVANI!

Investire vuol dire immaginare quello che con i giovani si può fare per CAMBIARE la città.

Attraverso forme di PROGETTAZIONE PARTECIPATA, mettere in gioco i giovani per riqualificare piazze e spazi urbani, in particolare periferie e centro storico, ma anche rafforzare i legami sociali, per difendere l’ambiente, per irrobustire un NUOVO SENSO CIVICO, per favorire una positiva dimensione MULTICULTURALE.

Dobbiamo dare CARTA BIANCA alla creatività.

Dove sono finiti i CREATIVI di PARMA?

Con il sostegno dell’associazionismo e di ogni forma di aggregazione giovanile: sport, artigianato, arte, musica, letteratura, teatro, cinema, vorrei che GIOVANI tirassero fuori dai cassetti i propri TALENTI e che li trasformassero in PROGETTI CREATIVI, dall’idea alla realizzazione e produzione.

Questa LISTA CIVICA deve porti un GRANDE OBIETTIVO:

SCOVARE E STRAVOLGERE LA CITTA' CON TANTI SPAZI in cui i giovani possano trovarsi per concepire nuovi linguaggi e sperimentare nuovi CODICI ESPRESSIVI.

OGNI QUARTIERE dovrebbe avere UNA CASA DELLA MUSICA, non siamo la Città della Musica?, dovrebbe avere UN'OFFICINA TEATRALE, o perchè no, perchè non creare delle vere e proprie AGENZIE CREATIVE sul TERRITORIO?

L'EMARGINAZIONE, L'INSICUREZZA SI BATTONO CON UNA SOLA ARMA:

LA CULTURA!

Alex Mallozzi

Assemblea S. Leonardo del 20/01/07

Posted by LilianaZampella at 2007-01-22 12:50
In riferimento alla serata svolta in quartier S. Leonardo, avrei un suggerimento che potrebbe, eventualmente, servire per i prossimi incontri nei quartieri della città. Prima di tutto avverto che non sono intervenuta perchè mi sembrava logico che dovessero parlare gli abitanti del quartiere; ma per ovviare all'inconveniente che qualche facinoroso chieda:"Perchè un altro movimento? Di partiti ne abbiamo già anche troppi", io suggerirei di dare prima una visione d'insieme del perchè è nata l'esigenza di un nuovo volto politico: la qualità della vita è peggiorata; gli spazi per i giovani ed i servizi per gli anziani sono diminuiti; la città si è addormentata e pare non interessata a ciò che a sue spese sta succedendo. Da qui la necessità di nuove forze e nuovi volti che diano ascolto alle vere esigenze dei cittadini, che non accettino compromessi; parlare dei probelmi specifici del quartiere dopo essere entrati in sintonia.

E' tempo di democrazia diretta

Posted by matierno at 2007-01-26 17:03
Non avrei nessun problema a sostenere un Lista Civica vera, fatta da liberi cittadini, che porta con se il valore della democrazia (governo del popolo), senza partiti. Bisogna modificare lo Statuto comunale per inserire i Bilanci Partecipativi sovrani e deliberativi all'interno delle circoscrizioni. L'esempio valido di Porto Alegre, città di 1,3 milioni di abitanti è da seguire e studiare. Valori importanti sono la Decrescita, la tutela della salute e dell'Ambiente. Inoltre le società municipalizzare s.p.a. che gestiscono beni pubblici sono figlie di un logica del profitto facile, grazie a concessioni pubbliche, operanti di fatto in regime di monopolio. Il problema si risolve trasformandole in public company (ad esempio Enia). Va redatta una Mappa del Potere, dove si leggono chiaramente i rapporti ed i legami fra rappresentanti ed imprese operanti sul territorio. Quindi la trasparenza è un valore da ripristinare.

a proposito della partecipazione

Posted by matierno at 2007-02-27 12:15
a proposito della partecipazione, di Norberto Bobbio, tratto da, l'età dei diritti, einaudi, preso dal brano, la resistenza all'oppressione

A paragone della democrazia d'ispirazione rousseauiana, infatti, la partecipazione popolare negli stati democratici reali è in crisi almeno per tre ragioni: a) la partecipazione si risolve nella migliore delle ipotesi nella formazione della volontà della maggioranza parlamentare; ma il parlamento non è più nella società industriale avanzata il centro del potere reale, essendo spesso soltanto una camera di registrazione di decisioni prese altrove; b) anche se il parlamento fosse ancora l'organo del potere reale, la partecipazione popolare si limita a intervalli più o meno lunghi a dare la propria legittimazione a una classe politica ristretta che tende alla propria autoconservazione, e che è via via sempre meno rappresentativa; c) anche nel ristretto ambito di un' elezione una tantum senza responsabilità politiche dirette la partecipazione è distorta, o manipolata, dalla propaganda delle potenti organizzazioni religiose, partitiche, sindacali ecc. La partecipazione democratica dovrebbe essere efficace, diretta e libera: la partecipazione popolare nelle democrazie anche più progredite non è né efficace né diretta né libera. Dal sommarsi di questi tre difetti di partecipazione popolare nasce la ragione più grave di crisi, cioè l'apatia politica, il fenomeno tante volte osservato e deprecato della spoliticizzazione delle masse negli stati dominati dai grandi apparati di partito. La democrazia rousseauiana o è partecipante o è nulla.

a proposito del modello virtuoso del Bilancio Partecipativo

Posted by matierno at 2007-02-27 12:16
tratto da Paul Ginsborg, La democrazia che non c'è, in Vele, Einaudi

(...)il modello di Porto Alegre assume valore paradigmatico proprio per il rigore e le ambizioni che lo contraddistinguono. Esso incarna il tentativo di "tornare ai principi di base", cercare di ripensare la democrazia non solo in termini contingenti o meccanici, né in primo luogo come problema di ingegneria istituzionale. Riprendiamo in esame i due parametri di giudizio che ho indicato in precedenza: l'esperienza di Porto Alegre riesce a soddisfare ampiamente entrambi. Essa ha contribuito realmente a creare, anno dopo anno, cerchie crescenti di cittadini partecipi, che sono entrati in un circolo virtuoso di rapporti con gli amministratori e i politici della città. Famiglie e quartieri sono legati alle associazioni della società civile e all'amministrazione locale in forma continuativa.
La prassi deliberativa dell'OP (Bilancio Partecipativo) ha inoltre contribuito a mutare la cultura amministrativa della municipalità stessa. È stata d'ostacolo al clientelismo e alla corruzione che impregnano la politica brasiliana. Non è concesso ai tecnici di decidere indisturbati, ma vengono costretti a uscire dagli uffici e spiegare in linguaggio comprensibile che cosa considerano possibile o impossibile e per quale motivo. Anche questo aspetto rientra in un inestimabile processo educativo di stampo milliano a vantaggio di tutte le parti in causa.
Un'ultima riflessione. Alcuni esperti hanno indicato che non è necessario scegliere un unico modello tra le prassi deliberati ve, né stabilire una gerarchia alloro interno. È un punto di vista comprensibile ma anche insidioso. È chiaro che a contesti diversi si confanno prassi diverse e che sarebbe anche possibile e perfino auspicabile combinare i modelli. Ma una giuria di cittadini o un Town Meeting rimangono a mio giudizio qualitativamente inferiori sotto il profilo del rinnovamento democratico rispetto al genere di sperimentazione in atto a Porto Alegre, atta a ridefinire i rapporti tra individui, famiglie, società civile e stato. È un distinguo da porre con chiarezza. Inoltre se a tutte le prassi viene attribuita pari validità è fin troppo facile per i politici tiepidi sostituire un impegnativo processo di rinnovamento con qualcosa di molto meno arduo. Il "potere ascendente" di cui parlava Norberto Bobbio rischia di finire cosi incanalato in soluzioni limitate e dotate di scarsa forza propulsiva e continuativa.

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