MONTEARDONE IN FIAMME, i periti confermano: "INCENDIO DOLOSO"
di: PolisQuotidiano - 3 giugno '07
di: PolisQuotidiano - 3 giugno '07
Gli esperti della Palladio Team non hanno dubbi: qualcuno ha appiccato il fuoco. E la Provincia di Parma presenterà una denuncia contro ignoti. L´assessore Castellani: «Situazione strana»
Per i periti si tratta di un incendio doloso. Le fi amme divampate nella discarica di Monte Ardone lo scorso 19 maggio non sarebbero state provocate da un incidente: ad appiccare il fuoco è stata la mano dell´uomo. Quella che fi no a qualche giorno fa appariva come l´ipotesi più probabile, per gli esperti nominati dalla Palladio Team Fornovo, proprietaria e gestore dell´impianto, oggi è diventata una certezza. «I periti che abbiamo incaricato - spiegano dall´azienda - stanno per ultimare le loro verifi che e al momento tutto depone a favore del dolo». Dopo aver escluso il cortocircuito (l´impianto elettrico non ha mai smesso di funzionare), perde terreno anche la teoria dell´autocombustione.
Quel giorno a Monte Ardone c´erano soltanto 15 gradi, almeno stando a quanto rilevato dalla stazione meteo collocata proprio in prossimità della discarica. E l´ipotesi che il rogo potesse essere doloso prese piede fi n dall´inizio, anche perché, secondo alcune testimonianze, le fi amme non sarebbero divampate soltanto dal telone in polietilene a destra della discarica che avrebbe dovuto essere utilizzato per coprire i rifi uti, ma da tre distinti e lontani focolai. Non a caso l´autorità giudiziaria aprì immediatamente un´inchiesta, affi data ai Carabinieri di Fornovo Taro e ai Vigili del Fuoco, coordinata dal sostituto procuratore Silvia Isidori.
Così come non è certamente un caso che, rimanendo sul fronte giudiziario, giovedì scorso la Giunta della Provincia di Parma abbia deciso di sporgere denuncia contro ignoti. «Le cause che hanno determinato l´evento non sono state ancora chiarite dagli organi competenti e l´inchiesta è ancora in corso» , sottolinea la delibera nelle premesse. Ma «a seguito del verifi carsi dell´incendio, e in attesa dell´accertamento delle cause che hanno determinato l´evento - prosegue -, il conferimento dei rifi uti alla discarica di Monte Ardone è stato sospeso dall´Amministrazione provinciale di Parma a tutela della salute dei cittadini e dell´ambiente».
Indipendentemente dalle cause e dalle responsabilità, sottolinea la Giunta di piazzale della Pace, «l´incendio ha determinato un danno per l´intera comunità, rendendo di fatto inutilizzabile l´unico impianto per lo smaltimento dei rifi uti presenti sul territorio provinciale essendo in via di chiusura l´impianto di Tiedoli». La Provincia, così come aveva già dichiarato l´assessore all´Ambiente Giancarlo Castellani , si ritiene quindi parte lesa e la denuncia rappresenta un mezzo «per tutelare gli interessi dell´Ente e della comunità provinciale di riferimento». Sulle cause che hanno scatenato il rogo, «la situazione è oggettivamente strana - aggiunge l´assessore -. La parola definitiva spetterà all´autorità giudiziaria ma, andando per esclusione, il sospetto che si sia trattato di un incendio doloso è forte. Essendo sabato, la discarica non era in attività e l´elettricità non è mai mancata, segnale che sembra escludere il cortocircuito.
L´autocombustione, poi, considerando le condizioni meteo appare poco probabile. Da un´ispezione che abbiamo condotto lungo il perimetro dell´impianto abbiamo inoltre rilevato alcuni punti in cui non sarebbe stato difficile accedere alla discarica». Anche la Provincia, assicura Castellani, a breve nominerà un suo perito per far luce sulle cause dell´incendio. Nel frattempo, la Palladio Team ha stimato danni per un milione di euro, ai quali dovranno essere aggiunti i mancati ricavi dovuti alla chiusura dell´impianto.
Una serrata che si annuncia particolarmente lunga, destinata a danneggiare ulteriormente i già disastrati bilanci della società che ha chiuso il 2006 con un buco pari a 3,8 milioni di euro (a pesare sono stati soprattutto i sei mesi di stop all´attività della discarica tra il marzo e il dicembre del 2006, dopo che un forte vento sparpagliò pezzi di plastica per tutta la vallata). Di fronte a tanti dubbi e domande una certezza c´è: per la Palladio Team, che acquistò l´impianto dal consorzio Gma nel luglio 2004, la discarica di Monte Ardone non si è certo rivelata un affare. «I periti che abbiamo incaricato stanno per ultimare le verifiche e al momento tutto depone a favore del dolo».
E l´EMERGENZA RIFIUTI E´ ORMAI ALLE PORTE
Il forzato stop alla discarica di Monte Ardone porterà presto nuovi grattacapi per lo smaltimento dei nostri rifi uti. Nella migliore delle ipotesi, a partire dal mese di agosto Enìa non saprà più dove disfarsi della nostra l´immondizia. Proprio lunedì 21 maggio, due giorni dopo il rogo, la multiutility avrebbe dovuto iniziare il conferimento a Monte Ardone. Attualmente, i rif uti prodotti a Parma e in altri 28 comuni della nostra provincia vengono esportati nella discarica reggiana di Novellara.
Il 31 dicembre 2007, però, oltr´Enza chiuderanno i cancelli alla nostra immondizia e la discarica di Monte Ardone sarebbe servita proprio a tirare il fi ato in attesa del nuovo inceneritore. Oltretutto, grazie alla disponibilità dell´impianto fornovese, per quest´anno Enìa aveva raggiunto un accordo con gli amministratori reggiani che prevedeva di ridurre il quantitativo di rifi uti da conferire a Novellara. In questi primi mesi, però, Enìa ha mantenuto costante il numero di camion diretti verso la provincia reggiana, pensando che «tanto c´è Monte Ardone».
Ma a questo ritmo, che essendo venuta meno la possibilità di conferire a Fornovo non potrà rallentare, il quantitativo di immondizia pattuito con i reggiani per il 2007 verrà raggiunto a breve, tra luglio e agosto. E se fi no a quel momento non si saranno trovati altri impianti, piomberemo di nuovo in piena emergenza rifi uti. Anche la Comunità montana ovest rischia di trovarsi in diffi coltà. La discarica di Tiedoli può ospitare ancora 5-6mila tonnellate di rifi uti, ma c´è un ulteriore accordo con la multiutility bolognese Hera che dovrebbe garantirle una certa tranquillità, almeno fi no ai primi mesi del 2008. Ad oggi, però, il rischio «emergenza rifi uti» appare tutt´altro che esorcizzato.
Per i periti si tratta di un incendio doloso. Le fi amme divampate nella discarica di Monte Ardone lo scorso 19 maggio non sarebbero state provocate da un incidente: ad appiccare il fuoco è stata la mano dell´uomo. Quella che fi no a qualche giorno fa appariva come l´ipotesi più probabile, per gli esperti nominati dalla Palladio Team Fornovo, proprietaria e gestore dell´impianto, oggi è diventata una certezza. «I periti che abbiamo incaricato - spiegano dall´azienda - stanno per ultimare le loro verifi che e al momento tutto depone a favore del dolo». Dopo aver escluso il cortocircuito (l´impianto elettrico non ha mai smesso di funzionare), perde terreno anche la teoria dell´autocombustione.
Quel giorno a Monte Ardone c´erano soltanto 15 gradi, almeno stando a quanto rilevato dalla stazione meteo collocata proprio in prossimità della discarica. E l´ipotesi che il rogo potesse essere doloso prese piede fi n dall´inizio, anche perché, secondo alcune testimonianze, le fi amme non sarebbero divampate soltanto dal telone in polietilene a destra della discarica che avrebbe dovuto essere utilizzato per coprire i rifi uti, ma da tre distinti e lontani focolai. Non a caso l´autorità giudiziaria aprì immediatamente un´inchiesta, affi data ai Carabinieri di Fornovo Taro e ai Vigili del Fuoco, coordinata dal sostituto procuratore Silvia Isidori.
Così come non è certamente un caso che, rimanendo sul fronte giudiziario, giovedì scorso la Giunta della Provincia di Parma abbia deciso di sporgere denuncia contro ignoti. «Le cause che hanno determinato l´evento non sono state ancora chiarite dagli organi competenti e l´inchiesta è ancora in corso» , sottolinea la delibera nelle premesse. Ma «a seguito del verifi carsi dell´incendio, e in attesa dell´accertamento delle cause che hanno determinato l´evento - prosegue -, il conferimento dei rifi uti alla discarica di Monte Ardone è stato sospeso dall´Amministrazione provinciale di Parma a tutela della salute dei cittadini e dell´ambiente».
Indipendentemente dalle cause e dalle responsabilità, sottolinea la Giunta di piazzale della Pace, «l´incendio ha determinato un danno per l´intera comunità, rendendo di fatto inutilizzabile l´unico impianto per lo smaltimento dei rifi uti presenti sul territorio provinciale essendo in via di chiusura l´impianto di Tiedoli». La Provincia, così come aveva già dichiarato l´assessore all´Ambiente Giancarlo Castellani , si ritiene quindi parte lesa e la denuncia rappresenta un mezzo «per tutelare gli interessi dell´Ente e della comunità provinciale di riferimento». Sulle cause che hanno scatenato il rogo, «la situazione è oggettivamente strana - aggiunge l´assessore -. La parola definitiva spetterà all´autorità giudiziaria ma, andando per esclusione, il sospetto che si sia trattato di un incendio doloso è forte. Essendo sabato, la discarica non era in attività e l´elettricità non è mai mancata, segnale che sembra escludere il cortocircuito.
L´autocombustione, poi, considerando le condizioni meteo appare poco probabile. Da un´ispezione che abbiamo condotto lungo il perimetro dell´impianto abbiamo inoltre rilevato alcuni punti in cui non sarebbe stato difficile accedere alla discarica». Anche la Provincia, assicura Castellani, a breve nominerà un suo perito per far luce sulle cause dell´incendio. Nel frattempo, la Palladio Team ha stimato danni per un milione di euro, ai quali dovranno essere aggiunti i mancati ricavi dovuti alla chiusura dell´impianto.
Una serrata che si annuncia particolarmente lunga, destinata a danneggiare ulteriormente i già disastrati bilanci della società che ha chiuso il 2006 con un buco pari a 3,8 milioni di euro (a pesare sono stati soprattutto i sei mesi di stop all´attività della discarica tra il marzo e il dicembre del 2006, dopo che un forte vento sparpagliò pezzi di plastica per tutta la vallata). Di fronte a tanti dubbi e domande una certezza c´è: per la Palladio Team, che acquistò l´impianto dal consorzio Gma nel luglio 2004, la discarica di Monte Ardone non si è certo rivelata un affare. «I periti che abbiamo incaricato stanno per ultimare le verifiche e al momento tutto depone a favore del dolo».
E l´EMERGENZA RIFIUTI E´ ORMAI ALLE PORTE
Il forzato stop alla discarica di Monte Ardone porterà presto nuovi grattacapi per lo smaltimento dei nostri rifi uti. Nella migliore delle ipotesi, a partire dal mese di agosto Enìa non saprà più dove disfarsi della nostra l´immondizia. Proprio lunedì 21 maggio, due giorni dopo il rogo, la multiutility avrebbe dovuto iniziare il conferimento a Monte Ardone. Attualmente, i rif uti prodotti a Parma e in altri 28 comuni della nostra provincia vengono esportati nella discarica reggiana di Novellara.
Il 31 dicembre 2007, però, oltr´Enza chiuderanno i cancelli alla nostra immondizia e la discarica di Monte Ardone sarebbe servita proprio a tirare il fi ato in attesa del nuovo inceneritore. Oltretutto, grazie alla disponibilità dell´impianto fornovese, per quest´anno Enìa aveva raggiunto un accordo con gli amministratori reggiani che prevedeva di ridurre il quantitativo di rifi uti da conferire a Novellara. In questi primi mesi, però, Enìa ha mantenuto costante il numero di camion diretti verso la provincia reggiana, pensando che «tanto c´è Monte Ardone».
Ma a questo ritmo, che essendo venuta meno la possibilità di conferire a Fornovo non potrà rallentare, il quantitativo di immondizia pattuito con i reggiani per il 2007 verrà raggiunto a breve, tra luglio e agosto. E se fi no a quel momento non si saranno trovati altri impianti, piomberemo di nuovo in piena emergenza rifi uti. Anche la Comunità montana ovest rischia di trovarsi in diffi coltà. La discarica di Tiedoli può ospitare ancora 5-6mila tonnellate di rifi uti, ma c´è un ulteriore accordo con la multiutility bolognese Hera che dovrebbe garantirle una certa tranquillità, almeno fi no ai primi mesi del 2008. Ad oggi, però, il rischio «emergenza rifi uti» appare tutt´altro che esorcizzato.
